Oscar Wilde disse una volta con il suo solito spirito: “ Amare sé stessi è l’inizio di un idillio che dura una Vita”.

Prima di tutto dobbiamo comprendere l’importanza di amare la persona che ci farà compagnia per il resto dei nostri giorni, e cioè noi stessi. Dobbiamo capire che accettare e accogliere noi stessi prima di tutto è la base su cui costruire una felicità duratura, eterna. L’accoglienza presuppone il non giudizio, essere flessibili senza però perdere la propria individualità. L’accogliere noi stessi è come una danza, è autenticità, è creare quello stato interiore che ci rende divini e ci permette di essere quello che realmente siamo. Accogliere la vera essenza di noi stessi è lasciare che le cose siano, semplicemente, è imparare a ricevere e non limitarci solo nel si o nel no.

Accogliere è cogliere ciò che la Vita ci offre. Prima imparo a cogliere e poi a raccogliere le opportunità in qualunque modo mi si presentino; ciò che cogli ti raccoglie. E’ importante accogliere tutto dentro di sé. L’accoglienza è sentire di venire accolto e concedere a noi stessi di accogliere noi stessi al fine di arrivare alla pace e al piacere. L’accoglienza è un qualcosa che fa parte di noi e deve partire da noi stessi prima di tutto; al mattino è bello accogliersi per accogliere gli altri e per cogliere situazioni che spesso ci sfuggono impedendoci di vedere l’altro e, quindi, di vederci. E’ un gioco, un atteggiamento esteriore, ma nello stesso tempo è una cosa sacra, è un rituale, una forma introspettiva. L’accoglienza è anche una opportunità: così come vedo, così mi vedo. Così come giudico, così mi giudico. Come mi accolgo, così mi accolgo. Nell’altro posso ritrovarmi o posso perdermi. Se mi trovo davanti a qualcosa di diverso posso aprire le braccia e accoglierlo, e se mi trovo in difficoltà questo mi dice qualcosa di me. E’ un’occasione per lavorare sulle nostre maschere, e togliendoci queste maschere diventeremo più accoglienti verso tutto e tutti. Imparando ad accogliere, anche noi stessi in primis, cominceremo ad assaporare quello che viene chiamato Amore Universale, quell’Amore da dove tutto parte per essere ricevuto da coloro che sanno accogliere. Per saper accogliere devio anche saper conoscere…

E tu? Conosci te stesso? Come ti definisci? Non puoi essere te stesso se non conosci, comprendi e accetti te stesso prima di tutto. Trova il tempo per soffermarti su ciò che apprezzi di te e per valutare ciò che costituisce la vera essenza di chi sei. Prova a pensare a cosa vorresti e ciò che ti piacerebbe fare e agisci di conseguenza. Scoprire sé stessi attraverso tentativi ed errori aiuta molto di più di quanto si possa immaginare. Questo ci aiuterà ad avere anche più fiducia in noi stessi, quella fiducia che è come un giardino che ha bisogno di essere seminato, nutrito e ripulito dalle erbacce. Quelle erbacce che ci fanno pensare che sia troppo bello o che non lo meritiamo tutto ciò che di bello l’Universo ci mette innanzi per la nostra felicità.

Ti è già capitato di pensare: “chi sono io per meritarmelo?” .

Io ti chiedo invece: “chi sei tu per non meritartelo”?

Come reagisci di fronte a un semplice complimento? Rispondi subito: “ma non è vero” o “ma non è niente” o “smettila”, abbassando lo sguardo e continuando così a sminuirti di fronte all’Universo? Se pensi di non meritare un solo complimento, probabilmente stai bloccando tutte le belle cose che aspettano solo te, non hai ancora imparato ad accogliere te stesso e quindi non potrai accogliere i doni che la Vita ti offre.

Forse trovi in te stesso tante cose che non ti piacciono, ma per l’Universo tu sei la creatura più bella che possa esistere, non dimenticarlo, MAI.

Ricevere e accettare tutto quello che la Vita e l’Universo ti offrono quotidianamente è un buon inizio, a cominciare dal tuo risveglio e cioè la Vita, la luce del giorno, l’aria che respiri, il cibo che mangi…

Comincia ad accogliere con semplice gioia tutto ciò, comincia ad accogliere con gioia ogni tuo gesto, ogni tua parola, ogni tuo pensiero e tutto te stesso, perché sei una creatura straordinariamente perfetta e non dimenticarlo.

Credo che ognuno di noi rispecchi colui che ci ha dato la Vita e di fronte a tanta perfezione non posso che imparare a specchiarmi.

Scrivere potrà esserti di aiuto nel presente ma anche in futuro e quindi annota su un quaderno le tue sensazioni, ciò che provi verso di te, cosa vorresti essere e cosa vorresti avere; strada facendo scrivi ciò che vivi e giorno dopo giorno ti renderai conto di quanto ha da darti l’Universo e non vedrai l’ora di accogliere tutto ciò che pensavi di non meritare solo perché non conoscevi chi sei realmente!