FRANCESCO D’ASSISI: “SI LO SO CHE LUI NON VA BENE DI PER SÉ, MA IO DECIDO CHE VA BENE PER ME!”

Auto, dal greco “autos” significa il senso che tu hai per te; è ciò che tu credi di te.

Quando nasci, ci vedi benissimo: vedi chiaramente ciò che è vero e ciò che è falso. Nella crescita attraverso lo sviluppo della macchina biologica, perdi questa meravigliosa capacità e perdi la capacità di “vedere”. Qui nascono i conflitti e la necessità di eliminarli attraverso l’atto del perdono.

Perdonare significa rinunciare al risentimento verso te stesso. Esso elimina la sofferenza di quella situazione, anziché annullarla.

Perdonare ha un significato diverso da quello che di solito ti viene dato, cioè dall’essere buono e diventare consapevole del torto subito rimanendo fermo a contemplare questa cosa.

Nel senso comune del termine “perdonare” vuol dire rifiutarti di reagire ad un’ingiustizia per il quieto vivere. Questa è rassegnazione, è vittimismo.

Il vero perdono richiede amore, impegno, attenzione, è necessario separare l’azione da chi l’ha compiuta. Perdonare aiuta a liberarsi dal passato, da tutte le idee che ti tengono legato al tu stato di infelicità. Oppure, decidi di evitare il perdono, semplicemente perché non c’è nulla da perdonare a nessuno, né a te, né a qualcun altro. Perché questo? PERCHÉ “UNO FA QUELLO CHE FA, UNO È QUELLO CHE È IN QUESTO MOMENTO”. Questo modo di vivere toglie di mezzo la dualità, cioè il continuo giusto/sbagliato e ti fa esistere in una continua scoperta, ossia l’ottava alta dell’errore.

Il perdono è parte integrante del tuo successo. Ti aiuta a liberarti dal peso del passato che è il motivo per cui devi imparare a perdonare. Esso ti porta a liberare i blocchi per i quali provi sensi di colpa o di vittimismo. Questi blocchi, inconsci, sono quelli che decidono per la tua vita. Se vuoi illuminarti e vivere una vita felice devi lasciare andare le energie basse.

Il perdono trascende lo spazio e il tempo. Quando perdoni il tuo passato cambia!

Il perdono permette l’evoluzione armonica dei corpi fisico, emotivo, mentale, della coscienza. Trasforma il dolore in pace, liberazione, felicità, guarigione, attraverso la consapevolezza che tutto è sempre stato così, tutto è sempre stato perfetto. Ti consente di vedere cosa ti sta insegnando quel conflitto che ti affligge, ti permette di amare incondizionatamente. Ti fa comprendere, trascendere, e liberarti da ogni resistenza. Quando perdoni illumini la comprensione del disegno divino.

Perdonare significa ristabilire la connessione e la comunione tra dentro e fuori, ossia tu con te stesso, tu con l’universo, tu con Dio. Il percorso verso il perdono indica come ogni conflitto sia in realtà un’opportunità. Perdonare è una scelta, fa parte del libero arbitrio, che si esprime attraverso l’intenzione e la volontà. Perdonando sani la tua anima.

San Tommaso: “Il perdono ristabilisce il legame perduto, la comunione turbata”.

Le religioni monoteiste hanno sempre posizionato il perdono in alto nella scala di valori.

Il Cristianesimo si basa su due concetti: ama i tuoi nemici e prega per chi ti perseguita. Insito in queste due frasi c’è il perdono. Esso esprime sia l’atto di liberare, lasciare andare, sia l’atto di riconciliare un Dio arrabbiato, ossia una riconciliazione con il divino che è in te.

Nell’islamismo la divinità è “Colui che perdona”, ossia uno dei 99 nomi di Allah. Il perdono è inteso come atto di sottomissione a Dio.

Il Buddhismo basa il concetto di perdono sulla compassione.

L’Ebraismo ha una tecnica di ottenimento del perdono molto diversa: esso è tale solo quando c’è il completo pentimento del persecutore. Il perdono dev’essere accettato dall’offeso altrimenti questi diventa egli stesso persecutore.

Il perdono è sempre stato considerato una pratica religiosa e spirituale, da attuarsi solo in questi ambiti. Nell’attuale epoca, gli psicoterapeuti l’hanno introdotta nei loro percorsi, in quanto fonte di equilibrio psico-emotivo. In effetti, si è visto che perdonare sviluppa la capacità di mantenere l’equilibrio tra gli aspetti interni della personalità, come autostima, esatta visione della realtà, ed esterni, ossia gli aspetti relazionali, sociali, interpersonali.

Perdonare se stessi diventa il luogo della “ridefinizione dell’identità personale”, riconoscere, cioè, chi sono io!