Premetto che questo argomento è delicato quanto importante ed è talmente vasto da meritare ben oltre qualche riga come sto per fare. Ma piuttosto di niente meglio qualche riflessione per accendere il desiderio di riflessione…

L’uomo è nato per essere felice! E su questo siamo tutti più o meno d’accordo e la qualità dei rapporti che abbiamo e coltiviamo con le persone sono, che vogliamo o meno, la fonte della nostra felicità o della nostra infelicità.

Un paio di vecchi proverbi recitano: “andando col zoppo impari a zoppicare” e “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei” – e sulla base di questi “consigli” dovremmo riflettere su come coltiviamo le nostre relazioni e la loro importanza al fine di vivere una felicità più duratura e autentica. Purtroppo non è sempre semplice scegliere con chi vivere e chi frequentare ma dobbiamo essere sinceri e ammettere che le persone che spesso ci fanno incazzare e ci fanno stare male sono proprio coloro che dovrebbero renderci felici: amici fraterni, fidanzati o fidanzate, parenti o ancor peggio i nostri famigliari… Non ci lasciano liberi di essere come vogliamo essere, ci dicono cosa e come dobbiamo vivere, si sentono in diritto di decidere della nostra vita attraverso critiche e “consigli” vari, che spesso si traducono in “o fai come ti dico io o quella è la porta!”. Ah… come è tragico il gioco del controllo, non può che portare dolore e sofferenza in chi lo applica a discapito delle persone che dice di amare.
Quanti di noi hanno vissuto o vivono tutt’ora una situazione come queste? Ci sentiamo schiavi degli altri ma purtroppo non sappiamo come uscirne perché ci hanno educati ad accettare per quieto vivere, per non far stare male queste persone che dicono di amarci e che lo fanno per il nostro bene! E noi soffriamo in silenzio, ci lamentiamo ma ci sentiamo le mani legate.

Eh si. Bel casino!

Cosa fare per evitare una simile sofferenza e cominciare a vivere liberamente? La risposta è già dentro di noi, si tratta piuttosto di riconoscerla e accettarla perché ognuno di noi sente dentro di sé la vocina che gli continua a sussurrare “……………….” (la conoscete meglio di me quella frase); ecco, in questi momenti ci vuole consapevolezza della propria decisione, il perché devo farlo a tutti i costi, la naturale conseguenza del perché prendere la decisione di cambiare è la cosa GIUSTA da fare per cominciare a vivere liberi dal giudizio, dalla critica, dalla paura… Sostanzialmente LIBERI. Certo, ci vuole coraggio e forza per dire “non ho bisogno di te… ti amo e ti accetto anche se non mi vuoi più”.

Ma chi sarà libero? Qui sta il bello del gioco: ENTRAMBE LE PARTI saranno libere!!! Eh si, perché da una parte ci sarà lo schiavo (passatemi il termine anche se volutamente esagerato) che finalmente sarà libero di essere sé stesso e potrà decidere liberamente della sua esperienza; dall’altra colui che prima soffriva per gestire il controllo sulle persone perché sarà finalmente libero di non dover più controllare nessuno e magari imparerà a conoscere la natura di questa sua esigenza, la natura delle sue insicurezze e mancanze. Due piccioni con una fava!

Tutto questo è successo di recente anche a me e devo dire che è un lavoraccio che sta dando i suoi frutti. Sono un essere umano che sta imparando su di sé a conoscere sé stesso (scusate il gioco di parole) e ci sto prendendo gusto a scoprire quanto io sia imperfetto e ricco di difetti (o qualità mal espresse). Accettare sé stessi, in tutto, è l’inizio di un Amore straordinario che rende più forti e sicuri di sé.

Come scritto all’inizio l’argomento è vasto, ma mi piace pensare di avervi messo una pulce nell’orecchio e che queste poche righe possano aiutarvi nella riflessione.
Scrivete pure tutti i commenti che desiderate, condividete con chiunque se ritenete utile possa giovare anche ad altri questa riflessione, sarà per me un piacere scambiare opinioni e punti di vista.

Con sincero Amore,
Nicola